Le istruzioni per questo esercizio: Nuovissimo Progretto 3 Unità 3 Esercizio N

I rapporti tra genitori e figli rappresentano da sempre una questione delicata e difficile, talvolta un vero e proprio problema, che si accentua durante l’adolescenza. Questa non è un’osservazione moderna; il filosofo Socrate si lamentava, nel quinto secolo A.C, che i giovani del suo periodo erano maleducati, avevano scarse buone maniere, esprimevano disprezzo per l’autorità, e stavano mancando di rispetto agli anziani. Due millenni e mezzo dopo e le lamentele sono rimaste le stesse, e non c’è dubbio che le lamentele dei giovani nei confronti dei loro anziani non hanno cambiato molto anche.

Nei secoli precedenti, l’infanzia era pericolosa. I bambini lavoravano nei campi e le fabbriche fin da piccolo, e ci si aspettava che dessero il loro contributo alla famiglia prima di diventare adolescenti. La priorità dei genitori, prima di tutto, era la sopravvivenza e a causa di una combinazione di vari fattori quali la pressione economica, il tasso di mortalità infantile, l’assenza di contraccettivi e molti altri, generalmente significava famiglie grandi piene di figli e un approccio genitoriale piuttosto autoritario. Solo pochi decenni fa il motto era “i bambini dovrebbero essere visti e non sentiti”.

Oggigiorno, tuttavia, tutto è cambiato nel mondo occidentale; il tasso di mortalità infantile è crollato dal 20-30% al 5%, le famiglie sono più piccole, i bambini non devono più lavorare e di conseguenza alcune delle priorità dei genitori sono cambiate. Eppure, nonostante il fatto che i pericoli fisici per i bambini siano scomparsi relativamente, gli studi hanno rilevato che il livello di ansia dei genitori è in costante aumento, ciò che viene definito “una cultura di paura”, che ha introdotto il concetto che conosciamo come genitorialità iperprotettiva, cioè i genitori elicottero, in cui cercano di proteggere i loro figli da qualsiasi avversità - dal disagio, dal fallimento e dai conflitti.

I genitori oggi fanno di tutto per risparmiare ogni problema ai loro figli. Potrebbe rivelarsi un errore?

Abbiamo già i dati per concludere che le conseguenze di questo approccio genitoriale non sono buone - la ricerca ci ha dimostrato che i bambini e gli adolescenti cresciuti in questa atmosfera riportano livelli più elevati di depressione e un minore senso di autonomia personale rispetto ai loro coetanei che sono cresciuti in un’atmosfera più leggera, a cui i genitori hanno dato più fiducia e di conseguenza più libertà personale. Un altro studio, fatto specificamente sullo Gen-Z, le vittime più note della genitorialità iperprotettiva, ha mostrato che più del 50% di questa generazione si sentono incapaci di affrontare lo stress e l’incertezza - fattori cruciali per essere un adulto - mentre altri studi l’hanno fatto chiaro che l’esposizione alle avversità da ai giovani resilienza psicologica.

È chiaro che non dare l’opportunità di affrontare l’avversità ai giovani, a permettergli avere le loro esperienze, alcune delle quali possono essere scomode, significa non dargli l’opportunità di crescere, diventare resilienti e alla fine gli porteranno problemi seri quando dovranno andare al lavoro, mantenere i rapporti o avere le proprie famiglie.

Quali sono gli sbagli più frequenti che oggigiorno i genitori commettono nei riguardi dei figli e viceversa?

Gli sbagli più frequenti dei genitori sono i seguenti:

  1. Controllo eccessivo. Ci sono genitori per cui devono sapere dove sono i loro figli in ogni minuto del giorno, che usano gli app per seguire dove sono in tempo reale, che devono sapere a chi mandano i messaggi, o con cui parlano, che cercano di tenerli a un orario fisso, che fanno le loro scelte rispetto a cosa studiano, e così via. Quei figli non vivono con un senso di privacy o libertà personale, con conseguenze gravi quando diventano adolescenti e adulti.
  2. Controllo insufficiente. Ci sono genitori che preferiscono evitare il conflitto con i loro figli, o stabilire e far rispettare le regole per loro a casa, a scuola, ecc. Cercano di trattarli come adulti troppo presto e come amici.
  3. Per passare da uno all’altro. Ci sono genitori che in un momento usano il controllo eccessivo e nell’altro non usano il controllo per niente. Il risultato è un’esperienza che crea confusione e i loro figli non riescono a fidarsi dei genitori perché, giustamente, non è chiaro quando qualcosa è seria o semplicemente i genitori stanno reagendo in modo esagerato a qualcosa.

Per quanto riguarda gli sbagli dei figli:

  1. Resistenza all’autorità, semplicemente per opporsi all’autorità. È qualcosa assolutamente naturale per gli adolescenti, ed è importante per imparare come funziona l’autorità e i loro ruoli in relazione a ciò, ma senza considerazione o fatto troppo spesso, si viene considerato come testardo, immaturo, e incapace di comportarsi nel modo aspettato.
  2. Scarsa comunicazione. Come gli adulti o i loro genitori, i figli spesso vogliono evitare il conflitto e invece nascondono cose importanti, ad esempio le loro difficoltà a scuola o con gli altri, e risulta in una situazione in cui il problema poteva essere gestire in un modo veloce o semplice, ma invece soffrono inutilmente.
  3. Riservatezza digitale. Mentre è importante per i figli avere una vita privata, la loro privacy, e lo spazio per fare errori, la realtà è che il mondo online rimane pieno di pericoli per i bambini e gli adolescenti - ci sono molte cose, troppe cose accessibile, a cui non dovrebbero vedere finché non diventano adulti e potranno capirle, e allo stesso modo ci sono molte persone in rete con cui non dovrebbero parlare. È comprensibile che ci possa essere imbarazzante parlare, ma tenere queste interazioni come un segreto potrebbe danneggiare la psiche dei figli o peggio ancora.

Genitori e figli possono essere “amici”? Per quale motivo?

Forse “amici”, ma non amici veri, finché i loro figli diventano adulti indipendenti perché “amicizia” implica uguaglianza, e il rapporto tra i genitori e i loro figli non è uno di uguaglianza. Il ruolo dei genitori è importante nella vita dei bambini ed essere un genitore non significa essere amici. È un ruolo in cui si deve stabilire le regole, mantenere l’autorità, e dove possibile, comportarsi come si vorrebbe che si comportassero i bambini, cioè un modello da seguire.

Quali sono le “strategie” per mantenere l’armonia tra i genitori e figli?

  1. Sostegno emotivo con aspettative chiare. Non cercare di essere amici, invece fornirgli struttura e calore emotivo.
  2. Autonomia graduale. Mentre crescono, permettergli più autonomia e lo spazio di imparare e svilupparsi attraverso le proprie esperienze.
  3. Coerenza e limiti. Fornirgli regole chiare e conseguenze prevedibili, agire con coerenza e evitare di metterli su un ottovolante emotivo da un giorno all’altro.