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L’era della monetizzazione.

Come ho scritto, DoubleClick e Google AdSense sono apparsi e presto le loro pubblicità erano ovunque. A prima vista questo sembrava banale, solo un modo per le aziende per pubblicare i loro prodotti, ma nascosto sullo sfondo era un cambiamento gigantesco: l’utente ha smesso di essere un esploratore o un creatore, ed è diventato il prodotto in sé. In quello stesso periodo è emerso anche il SEO, ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca come far apparire i tuoi siti in cima ai risultati. I primi passi dell’”Enshittification” di Internet. L’obiettivo non era più informare, ma trattenere per cliccare e, poco dopo, tracciare l’utente.

Il Grande Accorpamento

Fra il 2010 e il 2015 le cose sono peggiorate. Myspace, Bebo, e tutto il resto avevano perso contro Facebook che, a causa dell’esclusività iniziale, era diventato il primo social network al mondo. Cani e porci erano su Facebook. Dal nulla è apparso Instagram che ha offerto qualcosa di nuovo: un feed basato interamente sulle foto, l’opportunità di usare i filtri per modificare le tue foto. È esploso in popolarità ed è stato l’inizio di quello che chiamiamo oggi “influencer”, e la vita sordida di vendere speranze e sogni basati quasi interamente su bugie e vite finte.

Facebook si è accorta velocemente di cosa significasse l’ascesa di Instagram e l’ha acquisita rapidamente. Durante lo stesso periodo è emerso Reddit come aggregatore globale, uccidendo le nicchie - i piccoli forum indipendenti. Come tutti i social network, o i siti su cui si può fare i commenti, è iniziato con un “rapporto segnale-rumore” alto: articoli interessanti, commenti e discussioni ponderate. Poiché il suo successo ha casuato il crollo degli altri, piano piano è arrivata la massa ed il sito è stato spinto a cambiare, diventando quello che vediamo oggi: soprattutto una rete di estremisti politici, pornografia e pubblicità.

L’Era Della Dopamina e “Slop” (Spazzatura)

Negli anni successivi, dopo essere diventati il prodotto nelle mani della pubblicità, dopo aver consolidato da molte diverse piattaforme a poche, abbiamo assistito a tre nuovi attacchi agli utenti:

  • I feed hanno smesso di essere cronologici e sono diventati algoritmici, con l’obiettivo di ottimizzare il tempo di permanenza per servire più pubblicità. Le aziende coinvolte hanno imparato a massimizzare il rilascio di dopamina, trasformando i propri utenti da consumatori di informazioni e pubblicità a dipendenti.
  • Il dibattito su Reddit e sugli altri aggregatori si è spostato dai contenuti negli articoli che erano postati lì ai soli titoli. Perché leggere l’articolo quando si può litigare solo sul titolo, con opinioni preconcette basate su poche parole?
  • Le persone reali hanno iniziato a disimpegnarsi, stanche della tossicità, e sono arrivati i bot e le bot farm, creati per manipolare l’opinione pubblica, e spingere o pubblicare i prodotti in un modo occulto.

Proprio quando pensavi che le cose non potessero andare peggio, è emerso TikTok, la casa del “Brain Rot”. Immagina una macchina ottimizzata per distruggere la capacità di concentrazione degli utenti, per renderli dipendenti, per manipolare la loro realtà e dirgli cosa pensare (o cosa non pensare), venderli nel frattempo prodotti di cui non hanno bisogno, e che, in molti casi, non possono permettersi, e questo è TikTok.

Un feed infinito pieno di contenuti che possono renderti felice, triste, farti arrabbiare, renderti obbediente o estremo; composto di un mix di bugie, bufale, vite finte e ora - persone completamente finte.

Dopo essere stato rilasciato, TikTok ha attirato un numero enorme di utenti (o dipendenti), soprattutto i giovani. Non contenta di essere la piattaforma solo delle foto, Instagram ha seguito le orme di TikTok rilasciando i Reels - la sua offerta di video brevi e feed infiniti, poi da Facebook e dagli altri. Presto, il contenuto testuale e fotografico è morto.

Consolidamento, algoritmizzazione, gamification, inautenticità, pubblicità, bugie… e non abbiamo ancora parlato dell’intelligenza artificiale e del suo impatto.

Continuiamo nella parte 3.