Quando non lavoro o non mi alleno, trovo che la stessa domanda mi torna in mente continuamente: Cosa succederà dopo? Domenica scorsa abbiamo parlato di un tema di cui sembra che quasi nessuno ne stia parlando - l’inverno demografico e le sue conseguenze. Ma c’è un altro tema con conseguenze forse ancora più gravi o più incisive: l’IA. Certamente, ci sono molte persone che parlano dell’IA, della domanda se ci sia una bolla o no, dei cambiamenti nel settore, forse delle opportunità ma non c’è nessuno al livello dei governi, cioè i politici, e persino i filosofi, che parla davvero delle conseguenze dell’IA.

Ci sono due casi, o due strade, in cui l’IA può andare:

  • Il buono - tutto funziona perfettamente e avremo un nuovo mondo in cui avremo un certo tipo di bestia, più intelligente di noi, più veloce di noi, più capace di noi e così via che potremo controllare e affinché faccia cose che vogliamo noi, non le cose che potrebbe volere o desiderare essa stessa. Un mondo di opportunità infinite. Sembra meraviglioso e magari sarà così, ma ci sono molte conseguenze in questo caso che, di cui di nuovo, nessuno ne parla.

  • Il male - tutto va storto e creiamo qualcosa che ci ucciderà. Le persone che sviluppano i modelli dentro l’IA ci dicono che stimano che ci sia una probabilità del 20% che questo sia ciò che succederà.

Le conseguenze del secondo caso sono ovviamente le più semplici - moriamo. Semplice e facile. Certo, potrebbe essere uno scenario simile a un film horror, ma immagino che almeno sarebbe piuttosto veloce.

Devo ammettere che c’è un altro caso ma per descriverlo sarebbe necessaria un’opera di fantascienza - il caso in cui l’IA funziona, non riusciamo a controllarla, non cerca di ucciderci ma invece persegue i propri obiettivi nascosti, tutto sembra andare bene a noi ma in realtà perdiamo completamente la nostra libertà, anche se non ce ne rendiamo conto. In realtà, la probabilità che questo succeda mi sembra più alta di quella dell’utopia , ma resta un’opera di fantascienza immaginarlo e comunque sono sicuro che ci sono molti libri (di quel genere) che ne hanno già trattato.

Quindi parliamo del caso più interessante (a me, comunque) - il buono. L’IA continua a progredire velocemente, presto riesce a fare qualsiasi lavoro che si può fare al computer. Le auto a guida autonoma diventano la norma, compresi i camion. Anche se non parliamo di robotica e dei suoi progressi, anche se ci fermiamo qui, dobbiamo chiederci: quali saranno le conseguenze in quello scenario?

Innanzitutto, tutti i posti di lavoro in cui i dipendenti lavorano al computer scomparirebbero. Questo non sarebbe limitato al settore informatico. Qualsiasi lavoro in cui si ha una raccolta di informazioni come input, le si inserisce nel computer o le si organizza con un computer, si applicano alcune regole (comprese le leggi) e il valore è l’output di questo processo sarebbe un candidato a scomparire in questo scenario. Quando pensi al “come” di molti lavori, anzi la grande maggioranza dei lavori, in realtà corrispondono a questa forma. Il 60-75% di tutti i lavori che facciamo oggi.

Poi, ci sono i camionisti, gli autisti di autobus, i tassisti, gli autisti Uber, i macchinisti ferroviari ecc. Questi lavori rappresentano un altro 5% del totale. Saremmo al 65%-80% di tutti i lavori sono andati persi, in un arco di tempo breve, che lascerebbe il 20%-35% che rappresenta i “lavori manuali”.

C’è una tesi secondo cui si dice che questo processo andrà esattamente come la rivoluzione industriale cioè molti lavori che a quel punto non saranno più necessari non esisteranno più, ma emergeranno molti nuovi lavori, che ci dicono non possiamo immaginare adesso, e infatti ci saranno più lavori di prima. La tesi sostiene che dopo la rivoluzione industriale, non c’era disoccupazione di massa, la gente semplicemente ha cambiato lavoro, ha acquisito competenze nuove, e infatti è diventata più ricca. Si sono adattati, e secondo questa tesi lo faremo anche noi.

Personalmente non credo che le situazioni siano simili per nulla - nuove macchine e una macchina che è meglio di noi a tutto sono cose molto diverse. Credo che stiamo tentando di convocare un tipo di Dio in qualsiasi caso e la situazione in cui ci troviamo adesso è capire se quel Dio sarà buono o cattivo. Dico che non c’è stato mai una situazione simile nella nostra storia, per quanto ne sappiamo.

Indipendentemente da ciò, anche se alla fine la teoria si rivelerà vera, credo che ci sarà un periodo tra la perdita veloce dei lavori e quel periodo che dobbiamo affrontare: cioè cosa succede ai nostri paesi, alle nostre società, alla nostra salute e al nostro benessere con un tasso di disoccupazione a un livello verso il 65%? Per non parlare del tasso di disoccupazione dei giovani che è già a un livello alto quasi ovunque.

Le nostre società occidentali ed i nostri governi già dipendono dal reddito derivante da aliquote fiscali elevate, e la situazione peggiora sempre più ogni anno come sanno tutti. Cosa succederà in una situazione in cui quasi nessuno potrà pagare le tasse? Cosa accadrà ai nostri servizi pubblici? Il sistema assistenziale? Pensioni pubbliche? L’esercito? La nostra protezione? Potremmo anche parlare solo degli autoctoni, per i quali questa realtà diventerà non soltanto un problema ma una vera vita di difficoltà. E che dire degli immigrati (e dei clandestini) che arrivano nei paesi occidentali giorno dopo giorno e, per molti motivi, dipendono dagli stessi sistemi per sopravvivere?

E che dire dei debiti - sia i debiti pubblici che i debiti privati - abbiamo già affrontato, e continuiamo a farlo, una realtà in cui le case, gli appartamenti ecc. sono diventati quasi inaccessibili, soprattutto per i giovani, ed in cui a tutti serve un mutuo, e cosa succede quando quasi all’improvviso la maggioranza non riesce a permettersi il mutuo? E senza una base imponibile sana, cosa succede ai debiti pubblici, che ormai tutti i governi occidentali hanno aumentato a un livello storico?

Quindi potremmo avere una situazione in cui ci sarebbe disoccupazione di massa, un enorme debito pubblico e privato che non potrebbe essere pagato, il crollo dei servizi pubblici e una disuguaglianza incomparabile perché in questa situazione i ricchi diventerebbero molto più ricchi o almeno avrebbero i soldi per sopravvivere senza problemi per le loro esigenze fondamentali, mentre il resto…?

Merita ricordare che la crescita dei lavori porta una crescita dei lavori, e la crescita di un settore porta la crescita degli altri, cioè quando cresce un settore, perché i posti di lavoro aumentano, i dipendenti (ed i proprietari) guadagnano di più e dunque spendono più, altri settori crescono (o emergono), assumono più persone e tutto va avanti fino a quando c’è una recessione o simile e succede l’opposto.

In questo scenario quanto sopra significa che se i lavori degli impiegati scomparissero vedremmo anche la perdita dei lavori in molti altri settori compresi, ad esempio, coloro che sostengono i caffè, i bar, i pub, i locali, i club sportivi, le palestra, e così via.

Certamente non ho le risposte a tutte le domande sopra, ma la cosa che mi rende ansioso, che mi preoccupa, e che nessuna delle persone che eleggiamo e di cui ci fidiamo per pensare, riflettere su, ed a pianificare per questo genere di cose non ne parla mai. Credo che stiamo camminando verso un futuro incerto in cui se non affrontiamo queste domande insieme, rischiamo una realtà piena di violenza, conflitto e povertà, per non parlare delle conseguenze per la nostra privacy, libertà e autonomia.