Vi Voglio Bene, Ma...
L’ultima volta che mio fratello e mia cognata sono venuti a trovarci qui in Canada è stata più di otto anni fa, nei giorni precedenti al nostro matrimonio. Vivevamo nella periferia di Toronto, in una casa che era un po’ alla buona in un quartiere che era spiacevole e a volte pericoloso. Dunque, direi che ci sta che non sono mai tornati qui da allora.
Da quando ci siamo trasferiti qui a Niagara-on-the-Lake nel 2022, hanno parlato della loro prossima visita in Canada, e finalmente ce l’abbiamo fatta questo ottobre, un periodo dell’anno perfetto per godersela qui in campagna, circondato dai vigneti, boschi, alberi, e animali. I giorni non sono troppo caldi, le notti non sono troppo fredde, la maggior parte dei turisti è tornata a casa e i panorami sono un tripudio di colori autunnali. Perfetto.
Sono arrivati qui mercoledì sera dopo un volo comodo diretto da Faro, Portogallo. Ho dovuto guidare per tre ore per portarci a casa, ma vabbè, sono una parte della mia famiglia e quindi suppongo che non debba lamentarmi troppo. Erano abbastanza stanchi, quindi abbiamo cenato, bevuto un po’ di vino di una cantina nelle vicinanze, e siamo andati a letto presto.
Giovedì ci siamo alzati presto e prima delle attività che avevo pianificato, siamo andati a portare a spasso i cani. È stata per loro un’opportunità per ambientarsi nella nostra zona, e camminare sotto gli alberi ricchi di foglie marroni, arancioni, gialle e rosse. Camminavamo quando all’improvviso ho ricevuto un messaggio da un collega che la nostra azienda aveva appena effettuato un altro licenziamento di massa, il secondo dell’anno. A dire il vero mi ha scioccato. Sono corso a casa per controllare se il mio team fosse stato coinvolto o no - non era probabile perché generalmente se vogliono ridurre il mio budget, me lo dicono e mi lasciano decidere dove tagliare. Tuttavia, questa volta non mi avrebbe sorpreso se l’avessero fatto senza il mio coinvolgimento perché molte cose sono cambiate al lavoro di recente e adesso i dirigenti si comportano da teste del cazzo.
Non appena sono andato a vedere come stava il team e ho confermato che nessuno di loro è stato coinvolto, ho tirato un sospiro di sollievo e abbiamo continuato con la nostra mattina. La prima tappa è stata per fare colazione in un tipico diner nordamericano - conosci il tipo dai film, quelli in cui i camerieri girano con una grande caffettiera e ti chiedono se vuoi un altro po’ di caffè. Abbiamo mangiato bene e poi siamo andati a ritirare le bici elettriche che avevo noleggiato per la giornata. Il tour che avevo organizzato è iniziato con una tappa in un’azienda vinicola chiamata Peller Estates. Abbiamo conosciuto la nostra guida turistica e da lui abbiamo imparato sui loro vini. Viviamo in una zona dal clima freddo per la viticoltura, pertanto qui l’attenzione è rivolta ai vini bianchi, ai vini rossi leggeri e agli icewine. Una parte particolarmente interessante è stata che ci ha portato nelle cantine e in un frigorifero gigante fatto per simulare il clima in cui viene prodotto il vino ghiacciato. Posso dire che non è un lavoro facile.
Dopo il tour e molti calici di vino a Peller Estates, siamo andati in bicicletta a un mercatino di campagna della zona dove si possono trovare prelibatezze tipiche dell’autunno qui come il sidro di mele caldo e le crostatine al burro, e che si trova accanto alla cappella più piccola del Canada. Volevamo fare una foto insieme dentro la cappella ma c’era una suora con la famiglia che sembrava davvero felice di essere lì, quindi siamo andati via. Abbiamo passato il resto del pomeriggio sulle bici ad andare di vigneto in vigneto a bere e mangiare. C’è un nuovo bar in cima a un nuovo hotel (“The Clayton”) che volevo andare a vedere, quindi ci siamo andati a finire il tour con un cocktail in mano con una vista bellissima.
Quella sera ci siamo dati una sistemata veloce e poi siamo usciti. La prima tappa è stata nel mio bar cocktail preferito nel paese (“124 Queen”) per goderci un aperitivo. Poi abbiamo mangiato in un ristorante dalla fattoria alla tavola (“Treadwell Cuisine”) che usa gli ingredienti freschi e locali, anche i vini, per offrire un menù che cambia spesso. È uno dei miei preferiti e ci è piaciuto molto. Non c’è molto di più da dire. Dopo cena, mio fratello ha insistito per andare a vedere il pub irlandese (“The Irish Harp”), un posto in cui solo poche settimane fa ho fatto una figuraccia dunque non volevo proprio andarci così presto, tuttavia ci siamo andati comunque.
La mattina dopo, di venerdì, è stata rilassante - ci siamo alzati presto ma siamo andati in un centro benessere (“The Pillar & Post”) in cui avevo organizzato dei massaggi per noi. Li abbiamo fatti e poi ci siamo rilassati nelle terme, abbiamo usato la sauna e così via. Il pomeriggio era abbastanza caldo e ci ha dato l’opportunità di pranzare e bere qualche spritz all’aperto accanto alla piscina sotto il sole. Molto piacevole. Quella sera ho portato il gruppo a Niagara Falls, la città e ovviamente anche la cascata. Fammi iniziare dicendo che la città di Niagara Falls è un cesso assoluto. È molto turistica, tutto costa un occhio della testa, per la maggior parte il cibo disponibile là è schifoso… ma per un visitatore della zona è chiaramente imperdibile. Ci siamo andati e abbiamo dato un’occhiata breve alla cascata e poi abbiamo trovato il ristorante in cui avevo prenotato. Per me è stato un nuovo ristorante - non c’eravamo mai stati - e non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi. Mi è stato consigliato da uno chef che stimo molto.
Che figata! Ha un menù incredibile, pieno dei miei preferiti, soprattutto i piatti di carne di cervo. La cena è stata assolutamente perfetta, ed hanno anche fatto qualche cocktail a tema autunnale di cui ho preso nota delle ricette per ricreare a casa. Dopo cena ho portato il gruppo al mio luogo preferito a Niagara Falls - la vecchia centrale idroelettrica che una volta ha fornito energia a tutto l’Ontario. È un edificio figo in sé, ma anche dà l’opportunità per vedere la cascata da vicino su una piattaforma. A mio fratello e a mia cognata è piaciuto moltissimo. Abbiamo finito la notte in un bar famigerato chiamato “Margaritaville” del cantante Jimmy Buffet. È di cattivo gusto e i loro cocktail mi fanno schifo ma è stata qualcosa da fare, e dopo siamo andati a casa e andati a letto.
Il piano la mattina dopo sarebbe dovuto essere semplice - mia moglie e mia cognata sarebbero dovute andare al maneggio insieme, intanto io e mio fratello saremmo dovuti andare nei boschi per una passeggiata. È stato allora che mia cognata ha cominciato a darmi fastidio - subito dopo essersi svegliata, a quanto pare aveva cambiato idea e ora non voleva più andarci. Purtroppo è spesso così; organizziamo qualche attività e all’ultimo momento lei decide di non voler farlo. Speravo che questa volta fosse diversa, ma no. “Vabbè, cosa vuoi fare?” Le ho chiesto. “Non lo so”, mi ha risposto. Sapevo cosa significasse - che voleva venire con noi. Volevo passare un po’ di tempo da solo con mio fratello, dunque le ho detto di andare alle scuderie comunque, dopotutto ci sono molti altri animali qui ed a quanto pare lei adora gli animali. Ha fatto una faccia ma è stato chiaro che non c’erano altre opzioni e dunque tutto è stato a posto.
Dopo la passeggiata, che è stata meravigliosa, ho portato mio fratello in un negozio famosissimo qui chiamato Bass Pro Shops. Loro hanno tutto ciò che si può volere per praticare attività all’aria aperta tra cui tende, barche, attrezzatura da pesca, armi da fuoco, archi e tutto il resto. È arredato come un’enorme capanna di legno, con scene selvagge composte da animali imbalsamati, un enorme acquario e altro ancora. Mio fratello se l’è goduta nonostante non facesse parte del loro pubblico. Avevo organizzato alcune attività speciali per il giorno dopo e ho dovuto comprare un paio di cose a Bass Pro Shops - delle munizioni per i nostri fucili, dei piattelli e una sostanza chimica esplosiva chiamata tannerite.
Ce ne siamo andati, abbiamo lasciato i nostri acquisti a casa e siamo andati al pub del campo da Golf qui - Niagara-on-the-Lake Golf Club, il più antico club di golf ancora esistente del Nord America. C’era vento, io e mio fratello siamo andati a vedere se si potesse stare ai tavoli all’aperto, ma alla fine abbiamo deciso che sarebbe stato troppo scomodo e quindi siamo entrati nel pub e abbiamo trovato un tavolo. Sono arrivate le ragazze per unirsi a noi e subito una lamentela. “Volevo sedermi fuori, perché avete scelto un tavolo dentro?” mia cognata ci ha interrogato. "C’è troppo vento e la terrazza è esposta”, le abbiamo risposto. Ha fatto una faccia di nuovo. “Non penso così”, ha detto. “Bene, voi potete sedervi fuori sulla terrazza, rimaniamo qui. Nessun problema!” ho risposto. Sono rimaste.
Sei pinte e un panino più tardi, siamo tornati a casa ad ascoltare musica, preparare cocktail e fumare sigari - il che ha dato il tono al resto della giornata e della serata, a parte una pausa per incontrare alcuni amici e cenare in un ristorante messicano (e gustarci qualche margarita). È stata una lunga notte. Sapevo allora che me ne sarei pentito. A un certo punto siamo andati a letto… chissà quando è stato.
Mi sono svegliato presto la mattina dopo, ovvero qualche ora più tardi. I postumi della sbornia mi hanno travolto come un camion. Porca miseria! Dovevo guidare quella mattina, ma ho capito subito che non avrei potuto. Dunque, mia moglie guidava mentre io lottavo per sopravvivere sul sedile posteriore insieme a mia cognata. Dopo due ore siamo arrivati dai miei suoceri. Meno male. A quel punto ero solo l’ombra di me stesso, ma avevamo ancora così tanto da fare che ho dovuto riprendermi velocemente e trovare l’energia per ospitarli ancora un’altra giornata all’insegna del divertimento. Per prima cosa abbiamo fatto tiro al piattello. Mi limiterò a dire che le abilità che ho visto quel pomeriggio hanno lasciato molto a desiderare. Poi io e mio cognato abbiamo riempito alcune zucche di esplosivo e le abbiamo piazzate nel campo, con una collina alle loro spalle. Abbiamo dato al gruppo l’opportunità di sparare alle zucche con un fucile semiautomatico. Se si colpiva una zucca, esplodeva. Semplice.
Ci abbiamo messo almeno un’ora per finirle tutte e tre, e almeno 125 proiettili, ma il gruppo è stato al settimo cielo dopo. Avendo ripulito il campo dai bossoli e messo tutto in ordine, abbiamo banchettato. Per cominciare c’è stato un tagliere gigantesco seguito da pizze - mio suocero ne ha fatte otto - e poi bistecche, contorni, petto d’anatra, gelato di vari gusti, torte autunnali e altro ancora. Il tutto accompagnato da birra, vino rosso, vino bianco, icewine, whisky e tutto il resto. Alla fine mi sentivo come se fossi incinto, così sono andato a letto presto, solo per scoprire la mattina dopo che tutto gli altri erano rimasti svegli fino a tardi a bere e chiacchierare e ora erano a pezzi. Avevo organizzato di andare a una festa tradizionale qui chiamata “La Festa del Ringraziamento di Balls Falls” ma a quel punto sapevo bene che ce la saremmo persa.
Si sono alzati verso mezzogiorno. Dopo aver fatto colazione e pulito tutte le armi usate il giorno prima, siamo partiti. Altre due ore in macchina, piene di lamentele di mia cognata. “Sono esausta”, ci ha ripetuto più volte. “Mi serve un pisolino”. “Perché hai organizzato così tante attività” si è lamentata come se fosse difficile mangiare, bere e fare una passeggiata o qualcosa di simile ogni giorno. Ho tenuto a freno la lingua perché avevo prenotato un’altra attività subito dopo il nostro ritorno a casa, e non vedevo l’ora.
Quel pomeriggio siamo andati in una cantina qui chiamata “Stratus”. È una delle mie preferite e durante l’estate collabora con un ristorante che fa cucina sudcoreana. Ci siamo andati spesso con gli amici durante l’estate per mangiare benissimo e godercela fuori sulla terrazza. Questa volta ci siamo andati per un’esperienza che non avevo mai fatto chiamato il “Food & Wine Lab”. La premessa è che il cibo e il vino sono una questione di chimica. Nel loro “Food & Wine Lab” si impara come elementi quali sale, zucchero, acido, grassi e proteine contribuiscano a esaltare, bilanciare e controbilanciare il vino. L’ho trovato affascinante benché io ne sappia già qualcosa di vino e del suo rapporto col cibo. È stata un’esperienza davvero piacevole e ci ritorneremo. Dopo la cantina, siamo andati in un ristorante che serviva un menu speciale, ovvero tradizionale, per il Giorno del Ringraziamento cioè zuppa, tacchino, patate e dolce. Tutti noi l’abbiamo ordinato tranne mia cognata, che ha deciso di prendere una bistecca e qualcos’altro. Sono state servite le portate, il pasto tradizionale ha fatto invidia a mia cognata e ha deciso che le sue scelte non le piacevano e mio fratello ha scambiato i piatti. Vabbè.
Il giorno dopo è stato semplice; abbiamo fatto un po’ di shopping e poi ho portato la mia famiglia all’aeroporto tra le lamentele su questo o quello. A quel punto mi aveva già rotto i coglioni e non vedevo l’ora che arrivasse il silenzio del viaggio di ritorno a casa.
Che altro c’è da dire? Amo la mia famiglia. Andiamo avanti.