“Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia” - Oscar Wilde.

Sebbene non sia del tutto d’accordo con Oscar Wilde, penso che nel complesso abbia ragione. Credo che l’amicizia vera tra uomo e donna sia praticamente impossibile perché l’amicizia vera in sé è estremamente rara - occorre un equilibrio perfetto che può essere facilmente compromesso da circostanze di vita diverse, motivazioni o limiti intrinseci.

Un’amicizia vera esiste solo quando nessuna delle due parti vuole o ha bisogno di qualcosa dall’altra, oltre la connessione in sé. Si basa interamente sull’individualità indipendente. È improbabile che un uomo ricco sviluppi un’amicizia vera con un uomo povero perché è improbabile che esista l’individualità indipendente - le loro circostanze sono troppo diverse, cioè i loro problemi, la loro vita quotidiana, ciò che vogliono e ciò di cui hanno bisogno. C’è una disuguaglianza intrinseca per quanto riguarda la loro sicurezza finanziaria e il loro accesso alle attività. L’amicizia vera richiede non solo interessi o problemi comuni, ma anche indipendenza - soprattutto non si può considerare l’altro come una possibile soluzione ai propri problemi.

L’esperienza vissuta di un uomo e di una donna è completamente diversa. Anche se condividono lo stesso status socioeconomico, c’è un divario naturale tra le esperienze di vita che limita la profondità dell’empatia sincera possibile rispetto alle amicizie tra persone dello stesso sesso. Tra gli uomini e le donne, ci sono fattori biologici, naturali e sociali (sesso, amore, matrimonio) che interferiscono inevitablmente. Il risultato è che la dinamica rimane neutrale raramente. O entrambi si stanno spostando verso qualcosa oltre un’amicizia, o una parte sviluppa sentimenti non corrisposti che distruggeranno l’equilibrio.

Ammetto che ci sono situazioni in cui sembra che l’amicizia tra uomo e donna possa esistere come sul posto di lavoro o tra gruppi di persone che hanno già una relazione - tra i fidanzati e le fidanzate che fanno già parte del gruppo, ma credo io che queste non siano amicizie vere - sono sostenute da muri o confini esterni. Al lavoro le relazioni vanno rispettare le regole, o la legge, i rischi e le aspettative reciproche. Tra i gruppi di amici ovviamente ci sono confini stabiliti - se tu rompessi quei confini, potresti essere escluso o abbandonato dal gruppo. Poiché questi rapporti si affidano a barriere artificiali e limiti per sopravvivere, ritengo che in realtà non siano amicizie vere.

Senza confini o barriere artificiali, le differenze intrinseche nelle esperienze di vita e le motivazioni profonde finiranno sempre per venire a galla. L’amicizia vera richiede l’uguaglianza assoluta delle circostanze e l’assenza di secondi fini. In questo credo che Wilde abbia ragione - tra uomo e donna, di solito la situazione si evolve o si trasforma in passione, ostilità, adorazione, o amore, ma resta raramente amicizia.