Sopravvivere ai 40 anni: Dublino, suoceri e pinte di Guinness (Parte 1)
Non avevo la più pallida idea di dove stessimo andando - il viaggio era una sorpresa organizzata da mia moglie per il mio quarantesimo compleanno e la destinazione mi era stata rivelata solo due settimane prima della partenza.
Il primo scalo era Dublino, la mia città natale, ed è stato un evento importante perché era la prima volta in cui viaggiavamo insieme con i miei suoceri, i miei cognati e anche mia nipote. Certo, ci eravamo già visti a Sora l’estate scorsa per quel matrimonio in famiglia, ma ci eravamo andati separatamente, senza la bambina, avevamo passato un paio di giorni insieme e poi ce n’eravamo andati ognuno per conto proprio. Non eravamo mai volati insieme e quindi stavamo per imparare qualcosa l’uno dell’altro.
Quando viaggio, viaggio senza stress. Ci dicono che dobbiamo arrivare all’aeroporto tre ore prima del volo, ma so bene che è una farsa. È così dall’inizio, ma con internet, il check-in online ecc. tutto è molto più facile di una volta, anche il controllo di sicurezza richiede al massimo un’ora e quindi non ci arriviamo mai più di due ore prima, per i voli transatlantici comunque e per i voli nazionali in genere arrivo magari novanta minuti prima al massimo.
Avevo fatto le valigie, ero uscito di casa per arrivare all’aeroporto circa due ore prima del volo, stavo guidando la macchina e all’improvviso ho ricevuto un messaggio da mia suocera che mi chiedeva dove fossi. Gli ho risposto che ero in macchina e sarei arrivato a casa della nostra nonna (perché parcheggiamo le nostre auto nel suo vialetto quando viaggiamo), sua madre, alle sette, o forse un po’ più tardi. Non c’era fretta. “Dobbiamo essere all’aeroporto alle sette!” ho ricevuto. Beh, vabbè, innanzitutto sarebbe stato impossible perché per il viaggio ci vogliono due ore in macchine. Mi sono offerto di saltare la tappa dalla nonna e di parcheggiare direttamente all’aeroporto, nessun problema, ma mia suocera mi ha detto di stare tranquillo, non c’era fretta ecc.
Sono arrivato alla casa della nonna e ho scoperto che i miei suoceri erano partiti prima delle sette! Bugiardi! Ma in realtà sapevo che sarebbe finita così - lei è una che si preoccupa sempre e non viaggia spesso. Come ho detto, non c’era fretta e c’è un rituale quando vai dalla nostra nonna: devi sederti, bere un po’ di limoncello, mangiare qualche biscotto, parlare dei programmi che guarda in TV, rifiutare altro limoncello e solo allora puoi andartene. Non c’è un’altra opzione. Quindi, ho mangiato, ho bevuto, ho chiacchierato e poi me ne sono andato.
Siamo arrivati all’aeroporto due ore prima del volo, come pianificato, e abbiamo avuto una bella sorpresa: i miei suoceri erano ancora lì, in piedi davanti all’aeroporto. Non hanno fatto il controllo di sicurezza. I miei cognati erano appena arrivati e poi abbiamo scoperto che si erano dimenticati a casa una valigia piena di cose per la bambina. Tuttavia, sospettavo che potesse succedere qualcosa del genere perché mio cognato è sempre così - non pianifica nulla, lascia tutto all’ultimo momento ecc.
Comunque, fortunatamente abbiamo risolto il problema con la valigia - il portiere del palazzo dei miei cognati ha messo la valigia su un uber e poco dopo è arrivata all’aeroporto. Nessun problema. La linea per il controllo di sicurezza è stata lunga, piena di persone, ma avevo prenotato i pass salta-fila per tutta la famiglia e quindi ho salvato la giornata - poco dopo siamo arrivati alla sala privata, tutti potevano rilassarsi - o almeno così pensavo perché subito dopo essere arrivati mia suocera ha iniziato a preoccuparsi del duty-free, dei regali per i nostri amici a Dublino, e se avrebbe chiuso prima della nostra partenza per il volo. Che palle.
Da quel momento in poi, tutto è andato liscio e siamo arrivati a Dublino sabato mattina. C’è stato un po’ di trambusto con le auto a noleggio ma non vale la pena di parlarne. Alla fine siamo arrivati al nostro hotel, abbiamo fatto il check-in e poi trovato un pub nelle vicinanze in cui ho degustato il mio primo sorso di Guinness in terra d’Irlanda dopo tanto tempo, ed è stato perfetto. Semplicemente perfetto.
Quella sera abbiamo incontrato alcuni miei amici, miei zii, mia madre e, a dire il vero,il suo nuovo ragazzo che è stato una sorpresa per me perché fino ad allora non avevo idea che frequentasse qualcuno, l’avevo scoperto solo poche ore prima e non pensavo che lui sarebbe stato lì per la cena al ristorante spagnolo. Abbiamo cenato bene: mangiato bene, bevuto troppo vino rosso spagnolo, c’è stata una torta con le candele e mi hanno cantato gli auguri davanti a tutti, cosa imbarazzante come sempre, e quando il ristorante ha dovuto cacciarci via siamo andati a un pub nelle vicinanze dove c’erano altri miei amici, tra cui almeno uno non vedevo da vent’anni. Diciamo che è stato un po’ strano ma per qualche motivo non sembrava fossero passati vent’anni dall’ultima volta che ci eravamo visti. Ovviamente abbiamo bevuto troppo e siamo rimasti lì finché il pub non ha chiuso e, ancora una volta, hanno dovuto cacciarci via.
La mattina dopo è stata una lotta. Ho dovuto alzarmi prestissimo e mettermi al volante, nonostante fossi a pezzi, perché dovevamo andare alla Giant’s Causeway nell’Irlanda del Nord, un viaggio di tre ore in auto. Quando ti trovi in quello stato, non hai voglia di fare nulla, figuriamoci guidare per tre ore. Ma ce l’ho fatta. La Giant’s Causeway, La Strada dei Giganti, è valsa davvero la pena e abbiamo avuto la fortuna di avere bel tempo, altrimenti sarebbe stato una rottura di scatole. Il posto in sé è una meraviglia, devo dire, ed è qualcosa che non avevo mai trovato il tempo di visitare quando vivevo in Irlanda, proprio come tante altre cose. Abbiamo fatto un bel giro sotto il sole, pranzato lì e poi ho dovuto guidare per due altre ore verso sud, fino a Castle Leslie, l’albergo in cui avremmo alloggiato per le tre notti successive.
Il castello e il suo “lodge” sono mozzafiato. Non è stata la prima volta che abbiamo alloggiato in un castello, ma quel castello è qualcosa di speciale. Quando siamo arrivati, devo dire che il viaggio in macchina mi ha messo alla prova, ma abbiamo fatto velocemente il check-in, ci siamo riposati un po’ nelle nostre stanze e poi ci siamo messi eleganti per la cena al ristorante. La cena è stata meravigliosa e ce la siamo goduta molto - un buon inizio per il nostro tempo al castello. Dopo aver mangiato, abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni al buio e la descriverei come qualcosa da un film di Dame Maggie Smith cioè Downton Abbey, Gosford Park ecc. Magico.
Durante i giorni successivi abbiamo fatto un sacco di attività che si potrebbe definire sport tradizionali di campagna: mia moglie è andata a cavallo, abbiamo fatto falconeria con i rapaci con gufi, falchi e aquile, abbiamo praticato il tiro con l’arco e più. Volevo fare falconeria da sempre e quindi è stata un’esperienza indimenticabile. Abbiamo visto gufi di ogni dimensione, dai più piccoli fino a un gufo reale europeo che sarà stato alto circa 75 centimetri. Anche l’aquila era enorme, sembrava feroce, e per questo motivo non potevamo toccarla, solo guardarla. Comunque, è stata un’esperienza che non mi dimenticherò mai. Ovviamente durante le sere lì abbiamo mangiato e bevuto benissimo, ma alla fine è arrivato anche il giorno della nostra partenza e siamo tornati a Dublino per passare una notte finale insieme. È stata una sera piuttosto semplice - ci siamo goduti un paio di pinte fuori da un pub sotto il sole. A un certo punto abbiamo persino visto due ubriachi che cercavano di azzuffarsi, cosa che ho trovato un po’ imbarazzante perché non è il genere di scena che la mia famiglia canadese vede spesso in Canada, e dopo abbiamo cenato in un ristorante indiano (perché, incredibilmente, a Dublino si può mangiare dell’ottimo cibo indiano).
La mattina successiva ci siamo alzati e siamo andati all’aeroporto dove abbiamo incontrato gli amici che ci avrebbero poi accompagnato nella seconda parte del viaggio - Madeira. Nonostante fosse ancora presto, come da tradizione siamo andati al pub dell’aeroporto e ci siamo bevuti un paio di pinte prima del volo. Il volo in sé è stato esattamente come tutti gli altri con Ryanair, cioè, non è divertente, ma siamo atterrati senza problemi e finalmente poteva iniziare la fase del viaggio da cui volevo tenere lontana la mia famiglia canadese.